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Canzoni. Parole per te. Songs. Words for you.CARO DATORE DI LAVORO
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CARO DATORE DI LAVORO

Caro datore di lavoro,

Sai ti volevo ringraziare.

Sono venuto a lavorare per te, ma non ti ho cercato: tu sei venuto da me.

Offrivi qualcosa, per fare cose che neppure tu hai mai fatto.

Le promesse erano molte, tutte svanite, poco a poco.

Ti ho dato flessibilità oraria. Ho cominciato presto la mattina, finito tardi la sera. Ho lavorato anche 12 ore al giorno.

Come fosse sempre mio dovere.

Mi hai mandato in giro per mezza regione. Avvertendomi di ciò sempre la mattina stessa.

Come fosse sempre un tuo diritto.

Ho taciuto e fatto quello che potevo e come potevo. Sacrificando spesso la mia famiglia.

Ho preso inutili e faziosi rimproveri, solo perché tu e qualche altro tuo tirapiedi, non siete in condizione di dirigere nulla.

Vi ho fatto capire e spiegato come si può rendere più efficiente il lavoro. Vi ho spiegato come si deve trattare con le persone affinché rendano per il loro meglio.

Ma, voi avete continuato a fare come sempre. Già sono 20 anni che andate avanti così: perché cambiare? È cosi stupito cambiare.

Peccato che la gente che voi assumete, dopo un po’ non ne può più, e se ne va.

L’ umiliare le persone non paga!

La media delle persone che lasciano il posto, nella tua azienda, è di una al mese. Non ti sembra un po’ tanto?

Inutile poi il passa parola per cercare personale. Inutile mettere insegne per cercare lavoratori.

Quando oramai sei conosciuto in una certa maniera.

Per quando mi riguarda, sono andato in trasferta per te. Credevo d’esser pagato in una certo modo, dopo essere stato via da casa 12 ore al giorno.

Poi scopro che sono pagato male, mentre ad altri dai, diciamo qualcosa in contanti.

Lo faccio presente e, mi dici che il viaggio me lo paghi la metà di un’ora normale: mi calcoli 3 ore di viaggio e sono pagato come un’ora e mezza.

Mi dici che il pranzo è a tue spese, sempre che non superi una certa cifra.

Scusa, allora mi paghi per le fatitiche 8 ore e nulla più.

Mi sembra che qualcosa non quadra.

Certo quando faccio queste rimostranze, cominci a cambiare rapporto con me.

Si va avanti. E scopro che al committente fai pagare tutte le ore che io, noi facciamo, per intero. Non dici che a noi la trasferta la paghi la metà, che la pausa pranzo non è conteggiata.

Ci guadagni su chi ti da lavoro. Ci guadagni su chi ti fa il lavoro.

Vado lontano da casa, mi pago un caffè, mi pago una merendina, mi pago una cola, mi pago l’acqua. E ancora dici che perdiamo tempo per questo.

Si va a mangiare, all’ora della pausa anche dopo le 12 anche alle 14, pur di finire il lavoro. Dopo magari anche 6 ore dalla partenza.

Tutto è d’obbligo per te.

Cavoli l’ultima volta che sono andato in trasferta la carta di credito, la tua carta di credito, non è stata accettata. Ho dovuto pagare in contanti con i miei soldi.

La sera sono venuto a reclamare da te.

“Potevi fare a meno di pagare ”

Questa la tua risposta.

L’intelligenza si osserva in piccole poche cose.

Dopo una settimana ti ho richiesto i soldi.

Beh….mi hai detto che non c’era più posto per me nella tua azienda. Mi hai licenziato.

Mi hai licenziato, all’improvviso, dopo una giornata di lavoro perché volevo quello che mi spettava.

Grazie. Grazie mille.

Certo si raccoglie sempre quello che si semina.

Tu cosa hai seminato?

Dimenticavo….

Ti ricordi quando i tuoi nipotini guidavano un muletto, con delle persone che stavano a 5 metri di altezza portate proprio da quel muletto?

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Piccoli pensieri
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Categories: Chi, New

4 replies

  1. Le riforme sul lavoro servono proprio a certi padroni, veri e propri schiavisti, che sfruttano e umiliano i lavoratori. Con il beneplacito di uno stato che avalla lo sfruttamento e chiede ai cittadini sacrifici.

  2. ho lavorato come tecnico per una grande azienda che come per te, chiedeva tutto e dava niente, la paga oraria era più bassa dei tanto vittime raccoglitori di pomodoro, ogni scusa era buona per non pagare i chilometri in trasferta, non pagare i pasti, non pagare le ore (12-14 anche per me perchè si doveva finire il prima possibile per il bene di tutti … sì tutti loro soltanto), contratto a chiamata così non erano neppure denunciabili, infortunio di lavoro era a mio carico come malattia che mi dovevo pagare e perfino rispondere del danno per mancato lavoro, dovevo anticipare i soldi per comprare il necessario per il cantiere che- dicevano loro – mi restituivano tutto, mai restituito niente, anzi rubato anche quanto avanzato dal cantiere e infine come per te anche per me, chiedi la spettanza e oplà sei fuori dal gioco, saluti e calci in …
    ma loro fanno i soldi in modo molto disonesto imponendo costi ai clienti assurdi e i clienti complici usando i fondi delle tasse cittadini, li appoggiano per questioni politiche
    no comment

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