, Canzoni. Parole per te. IL TRENO
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IL TRENO

Quanti treni partono da una stazione.

Alcuni pieni, altri vuoti.

Il mio è partito, un po’ di tempo fa.

Era quasi vuoto, poche persone a bordo.

Quasi tutte le conoscevo, o le avrei conosciute.

Vagava lungo le rotaie.

Le stazioni si susseguono.

Qualcuno saliva, altri scendevano.

La compagnia cambiava.

Scambi parole, fai discorsi.

Mangi e bevi.

Pochi diventano amici.

Tanti scorrono lungo il corridoio.

Alcuni diventano complici, per un tratto breve.

Il tempo va.

Scorre dentro questo treno.

Piccole frizioni si innescano.

E, così per non disturbare: cambio posto.

Altri pensieri trovi.

Giusti o sbagliati, poco importa.

Basta non copiare da altri.

Alle stazioni il treno si svuota.

Alle stazioni il treno si riempie.

Tutto si mescola.

Tutto rimane uguale.

L’aiuto viene da chi ti è estraneo.

La morte da chi ti conosce.

Sceglier con chi stare, non sempre lo puoi fare.

Scelto lo sei anche tu.

Alcuni ti scivolano sulla pelle, senza farti male.

Altri lasciano un segno indelebile.

Cicatrici d’odio, che l’attimo non cancella.

Cicatrici d’amor, che l’anima si ricorda.

Il tempo non si ferma, mai!

Quanti treni passano per le stazioni.

Alcuni carichi, altri vuoti.

Vengono presi d’assalto.

Nelle ore di punta.

Tutti vogliono salire, su quel treno.

Quel vagone dove ci sto.

Invidia, noia, arroganza, odio.

Compassione, diletto, umiltà, amore.

Tutto questo si prova tra le genti.

Tutto questo si percepisce, per me e per te.

Tutto questo io provo.

Ecco, alcuni se ne vanno.

E, mai più vi fanno ritorno.

Mai più salgono su questo treno.

E, ti rendi conto…

…che di alcuni ti viene a mancare tutto!

Il dolore che senti è forte.

Subito lo percepisci.

E, più tardi ti logora.

Mai si attenua.

Non dovevi scendere a quella stazione!

Perché non sei rimasta in questo treno?

Perché?

Quanti treni passano per le stazioni.

Ci sei salita.

Non ti ho riconosciuto subito.

Ma, ti ho vissuto molto.

Le curve mi sbattevano contro le lamiere.

Difficile stare in piedi.

Impossibile star seduti.

Ancorarmi a te, non è cosa facile.

Essere il tuo riferimento, questo sì!

Quanta salita, e quanta discesa.

Mai la strada è facile.

Le stazioni si susseguono.

Grandi.

Dove tutto c’è.

Una folla sterminata, vai per i marciapiedi.

Luci, colori.

Parole, baci.

Urla, spintoni.

Buio, sporco.

Eleganza, miseria.

Tutto c’è.

Come la fuori, così in questo treno.

Stazioni piccole.

Poco trovi.

Eppure la vita va.

Pochi passeggeri.

Stanchi e svuotati.

Eccitati e supini.

Allegri e tetri

Veri o falsi.

Belli o brutti.

Malvagi o benevoli.

Ogni sentimento si alterna.

E prevale su altri.

Come sempre e come ovunque.

Quanti treni transitano per le stazioni.

Veloci o lenti.

Veder il mondo dal finestrino.

Il paesaggio che cambia.

Le città che si aprono.

Che ti inghiottono.

Che ti fanno suo.

Ma, di cui esco.

Magari ammacato.

Ma di sicuro ne esco.

Tutti ne usciamo.

Trarre vita da quella città.

Quello è il destino.

Il destino di tutti.

Per fare questo viaggio, da quella città sono uscito.

Il mio tempo, la tua vita.

Ora e adesso.

Sono qua per sempre.

In questa carrozza.

E il tuo tempo lo passi con me.

Quanti treni arrivano alla stazione.

Molti ripartono.

Altri si fermano.

Sono partito da un luogo, che era il tempo di mia madre.

Sto facendo un lungo viaggio.

Da solo e in compagnia.

Senza mai fermarmi.

Ho visto molti treni.

Ho vissuto la loro vita.

Alcuni si sono fermati.

E quel treno fermo è sempre solo.

Nessuno può restare là.

Il ricordo è quello che rimane.

Veri pianti.

False lacrime.

Di ognuno resta ciò che semina.

Il treno si sta fermando.

Non voglio crea dolore.

Non voglio dar lacrime.

Non voglio ipocrisia.

Ho fatto il mio viaggio.

Nel bene e nel male.

È stato un bel viaggio.

Ne sono felice.

Non voglio niente.

Perché il nulla è tutto.

Il treno si ferma.

E subito un’altro parte.

Quanti treni partano dalla stazione.

Viaggiano lungo il loro tempo.

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